Accogliere persone migranti

L’Italia è sempre stata crocevia del Mediterraneo, luogo d’incontro di popoli e culture, ed è in questa logica che viene declinato il concetto di accoglienza della Comunità Il Gabbiano. L’Associazione ha iniziato ad occuparsi in modo sistematico di accoglienza di “richiedenti asilo” dai primi flussi migratori ed in modo più strutturato dal 2011, anno in cui il collasso geopolitico e climatico del Medio Oriente e di ampie regioni africane ha coinvolto l’emigrazione, più o meno costante, di persone intenzionate o spinte ad approdare in Europa.

Ognuno di noi è straniero a qualcun altro, diceva Tahar Ben Jelloun e, in un’ottica generativa, ciò che è diverso arricchisce e colui che viene accolto viene visto come una risorsa: non una vittima da aiutare quindi, ma una persona con una forte motivazione alla vita, non solo “in fuga da” ma piuttosto “in cerca di”, focalizzato cioè verso un obiettivo per raggiungere il quale è sopravvissuto a una serie di situazioni  estremamente critiche.

In quest’ottica, la nostra formazione e la nostra esperienza quotidiana ci rende consapevoli della necessità di immaginare una nuova comunità a partire da percorsi condivisi in cui ciascuno possa contribuire con le proprie risorse. La lettura dei bisogni, miei e dell’altra persona è il primo passo di una relazione di aiuto.

Cittadino è chi vive il proprio territorio e le proposte del Gabbiano includono l’incontro con la comunità territoriale e il coinvolgimento dei migranti in percorsi di formazione e di cittadinanza attiva, con l’intento di creare e favorire uno spirito di cooperazione e di inclusione sociale. Il territorio circostante diviene in questo senso il primo luogo dove il “fare rete” acquisisce un senso concreto.  L’attività di sensibilizzazione, volta a cogliere l’immigrazione come opportunità di scambio e non come “problematica insormontabile”, mira a creare e non ad imporre una nuova “comunità di accoglienza”, ricettiva e dialogante.